Per un’azienda, “controllo accessi” non significa solo aprire una porta: significa governare chi entra, dove può andare, quando e con quale tracciabilità, riducendo rischi e lavoro manuale.
Oggi i sistemi più efficaci (e più richiesti) si basano su quattro tecnologie chiave:
In questa guida trovi un approccio B2B: casi d’uso, pro/contro e criteri di scelta, con focus su scalabilità, sicurezza e integrazione IT.
Un sistema B2B serio deve coprire questi requisiti:
1) GPS: utile per accessi “outdoor” e scenari distribuiti
Il GPS è la base per verificare che una persona sia fisicamente nel luogo corretto (sedi, cantieri, punti vendita), soprattutto in esterno.
Quando è ideale
Limite da conoscere
2) Geofence: regole automatiche basate su perimetri
Il geofence è un perimetro digitale: quando un utente entra/esce da un’area, puoi attivare regole.
Esempi B2B
Vantaggio
3) BLE: prossimità per accessi indoor e varchi rapidi
Il BLE (Bluetooth Low Energy) serve quando vuoi una verifica di prossimità affidabile all’interno (uffici, magazzini, aree produttive).
Quando conviene
Punto forte
4) NFC: credenziali a contatto (badge o smartphone)
NFC è perfetto per un accesso “tipo badge”: rapido, semplice e standard.
Quando conviene
Punto forte
Nella pratica, molte aziende scelgono una combinazione:
Questo riduce falsi positivi, alza la sicurezza e ti permette regole più intelligenti (soprattutto su sedi grandi o con aree sensibili).
Come scegliere: checklist decisionale (IT + Facility + Security)
Errori tipici nelle implementazioni B2B
FAQ
GPS e geofence bastano per il controllo accessi aziendale?
Dipende: sono ottimi per verificare la presenza “in area” (sede/cantiere), ma indoor spesso serve BLE o NFC per una conferma di prossimità più affidabile.
BLE è sicuro per aprire varchi in azienda?
In ambito B2B è molto usato perché consente prossimità controllata. La sicurezza dipende da policy, gestione credenziali, revoca e configurazione del varco.
NFC significa per forza “badge fisico”?
No: in molti scenari puoi usare anche lo smartphone come credenziale NFC, mantenendo controllo e tracciabilità.
Qual è la combinazione migliore per un’azienda multi-sede?
Spesso: geofence+GPS per contesto (sede corretta) e BLE o NFC per il varco specifico, con permessi e fasce orarie centralizzati.
Libemax Controllo Accessi: app B2B per gestire ingressi con GPS, Geofence, BLE e NFC
Per le aziende che vogliono passare da procedure manuali (chiavi, badge condivisi, registri cartacei) a un modello più moderno e governabile, Libemax Controllo Accessi mette a disposizione una soluzione pensata per il B2B: un’app fornita ai clienti che consente di accedere agli spazi aziendali usando GPS, geofence, BLE e NFC, con regole e permessi gestiti in modo centralizzato.
L’idea è semplice: il dipendente (o l’utente autorizzato) usa l’app come credenziale digitale. In base alla tecnologia abilitata e alle policy dell’azienda, l’accesso può essere:
Questa combinazione è particolarmente utile in ambienti reali dove non esiste una sola tecnologia perfetta: geofence e GPS coprono bene sedi e cantieri in esterno, mentre BLE e NFC rendono robusto l’accesso indoor e sui varchi ad alta frequenza.
Dal punto di vista B2B, i benefici tipici di un approccio “app-based” come Libemax sono:
Dove dà il massimo
Libemax Controllo Accessi è particolarmente adatto quando:
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Dividere l’azienda in zone non è un dettaglio “da sistemisti” o una paranoia da grandi imprese: è una scelta organizzativa che incide ogni giorno su sicurezza, ordine operativo, responsabilità e perfino su quanto tempo perdi (o risparmi) a gestire eccezioni, chiavi, badge “spariti” e richieste last minute.
Se installi impianti di controllo accessi ogni settimana, lo sai già: il problema non è “far aprire una porta”. Il problema è farlo sempre, con continuità, con regole chiare, con log consultabili, e senza trasformare ogni sito in un ecosistema diverso di app, firmware, badge, credenziali e procedure. È qui che il controllo accessi multimarca smette di essere una parola da brochure e diventa un vantaggio operativo reale.
Se gestisci un’azienda che registra ingressi e uscite (dipendenti, visitatori, fornitori), GDPR controllo accessi non è un tema “da legale”: è un insieme di scelte operative che impattano su sicurezza, audit interni, gestione delle richieste degli interessati e, soprattutto, minimizzazione del rischio. La domanda giusta non è “posso registrare gli accessi?”, ma come farlo in modo conforme, proporzionato e sostenibile nel tempo.